10 ottobre 2012

Regole per trasformarti in un perfetto ciclista di Copenaghen


I ciclisti di Copenaghen, ormai lo sappiamo, non sono uguali ai ciclisti del resto del mondo. Ed è anche per questa ragione che noi li amiamo così tanto (o almeno io!).

Vuoi aggirarti tra di loro senza dimostrare la tua "italianità" al primo sguardo? Ecco come fare.

1. Sorridi. In Danimarca, ed in particolare nella Capitale, i ciclisti sono sempre, incomprensibilmente felici e sfrontatamente orgogliosi di usare la due ruote al posto della macchina o del bus. Ogni giro in bicicletta per loro diventa un vero e proprio piacere orgasmico. Per questo, che ci sia il gelo, la pioggia o una tempesta di neve, quando sei in bici non dimenticarti mai (e sottolineo mai) di sorridere.

2. La tua cargo-bike è una seconda casa. Infilaci dentro le buste della spesa, i tuoi figli, il tuo animale domestico, tua nonna, i tuoi amici oppure tutto questo insieme, nello stesso momento. Una cargo-bike è come la borsa di Mary Poppins: ci entra di tutto! E se qualcuno ti dice il contrario, lanciagli una decisa occhiataccia ed allontanati disgustato.

3. Non nascondere l'odio profondo per i turisti che attraversano improvvisamente sulla corsia per le bici. Quando questo accade, frena facendo stridere tutte le componenti della tua bici, rimprovera i malcapitati (probabilmente Italiani) con le parolo o con la mimica facciale e, se proprio necessario, dai una bella scampanellata.

4. Vestiti come se dovessi andare ad un gran gala o ad un evento mondano. I ciclisti di Copenaghen sono sexy, cool e alla moda anche, e soprattutto, quando sono seduti sul sellino della loro due ruote.

5. Rispetta le regole della strada ma impara tutte le scorciatoie. Copenaghen è piena di ponti e ponticelli per passare da un quartiere all'altro della città in pochi minuti. I ciclisti "locali" lo sanno e ci pedalano sopra a folle velocità, pur di evitare il traffico e l'ora di punta. Non preoccuparti: è tutto legale! Anche i ponti e i soprapassaggi sono forniti di pista ciclabile. Non siamo in Italia!!

6. Prenditi una cotta (neanche troppo segreta) per la tua bici. Se sei un vero ciclista di Copenaghen, la tua bici è parte di te e ti somiglia. Decorala, personalizzala, portala sempre con te e, soprattutto, amala alla follia.

7. Disprezza apertamente gli automobilisti. Prenditela in particolare con i conoscenti che usano l'auto anche per spostarsi di pochi chilometri e con i guidatori di SUV e automobili altamente inquinanti. Pensa come un Danese, agisci come un Danese!

La tua trasformazione in un ciclista di Copenaghen è completa? Per esserne certo prova a percorrere i 2 chilometri che collegano Nørrebro Runddel con Nørreport. Se ci impieghi 6 minuti netti, ad una velocità media di 20 km/h, è fatta! Sei uno di loro!

1 commenti:

libero zingaro ha detto...

Correva l'anno 1980 ed io con altri due cocittadini,stanchi delle prove d'esame del diploma,decidiamo di trasferirci a Copenhaghen.Appena arrivati,decidiamo di abbandonare l'auto,per una più confortevole bici.La noleggiamo in fretta e furia,e ci incanaliamo nelle piste da favola.1° errore,non considerare l'assenza di freni nel manubrio.Si frenava pedalando al contrario.Rovinosa caduta per terra di noi tre,tra sorrisi beffardi dei danesi,e le imprecazioni da chi era stato coinvolto,nell'incidente.Era la lunga estate del 1980...2°errore,non avevamo ricordato che fa buio,moooolto più tardi della nostra Sicilia, 3° errore,ignorare le leggi danesi sui ciclisti,che a primo acchitto ci fanno sorrider ancora adesso,ma che,penso abbiano salvato molte vite.Veniamo fermati dalla polizia che ci affibbia una salata multa poichè non avevamo acceso le luci.Le luci? Ma dico state scherzando? Ma se non fa,quasi mai buio in questa stagione!? Quando la polizia ha compreso che eravamo stranieri,turisti e siciliani,ha voluto vedere il libretto delle istruzioni,ubicato sotto il sellino.Era tutto scritto in danese.Ci invitano pertanto a seguirli,nel centro noleggio,Arrivati li la multa l'affibiano al commerciante.Ci aveva forniti di bici senza dinamo e senza fanale,e inoltre avrebbe dovuto darci il regolamento,in lingua italiana.Ci salutiamo con una calorosa stretta di mano ed innocentemente ci chiedono dove alloggiavamo.Ottenuta la risposta se ne vanno,e noi con le nostre bici fanalizzate,ricominciamo il nostro giro.Come si sa,la dinamo inserita rallenta di molto la pedalata,e noi,dopo un po,disinseriamo la dinamo,e pedaliamo più spediti,per altre due ore circa.Decidiamo di tornare al camping dove avevamo alzato le tende,e...sorpresa,all'ingresso troviamo la stessa auto con gli stessi polizziotti,che stavolta la multa ce la fanno davvero! Loro lo sapevano già,alla fine ci hanno detto:"Voi Italiani siete tutti uguali,vi sentite furbi,mentre gli altri sono fessi.Però stavolta pagate!!!" Morale spiccia:da allora e per altri 6 anni non abbiamo smesso mai di accendere la luce,anche con il sole alto nel cielo.

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